Passare a windows 7, i SI e i NO

Di  Simone del 22/10/2009 @ 22:45:04

Riporto questo articolo di Roberto Catania via panorama che elenca alcuni dei motivi per i quali è conveniente passare a Windows 7 e che condivido.

Oggi sono stato alla presentazione di Windows 7 allo SMAU. Come sviluppatore .NET mi ha colpito, tra le altre cose, l'ottima gestione delle virtual machine (con Virtual PC)  che è possibile avere con il nuovo sistema operativo, l'integrazione delle applicazioni virtuali (le lancio dalla macchina virtuale e le vedo come se fossero installate sul mio PC in locale), lo sviluppo, non troppo complicato, in .NET del multitouch in Window 7 (oltre al multitouch windows 7 supporta molto bene i sensori di posizione e luminosità ecc..)
Infine molto interessante è la possibilità di avere, insieme all'acquisto di Windows 7, una macchina virtuale XP.  Il download della macchina virtuale si trova sul sito di Microsoft ma per il link e altre informazioni dettagliate vi rimando al post su hitech-pc.com dell'amico Damiano dove trovere anche due video interessanti  sulle principali novità del nuovo Win7.

Ma veniamo all'articolo di Roberto.

Partiamo da due considerazioni.

La prima è che Windows Vista non è stato un sistema operativo riuscito. Non tanto perché sia giunto al capolinea dopo soli tre anni di vita (peraltro dopo essere stato massacrato a più riprese da utenti e critica). L’aspetto più imbarazzante è che il suo predecessore – il buon vecchio Windows Xp – è ancora il sistema operativo più diffuso al mondo: circa il 70% dei pc ne è tuttora provvisto. Il che, di per sé, non sarebbe poi così male, tenuto conto che si tratta pur sempre di un prodotto Microsoft. Se non fosse che stiamo parlando di un sistema operativo di otto anni fa; l’equivalente di un’automobile vecchia di 20 anni, giusto per chiarire il concetto.
La seconda è che Microsoft difficilmente sbaglia due volte di fila.

Fatte queste premesse si potrebbe serenamente affermare – come ha fatto Walt Mossberg (dopo nove mesi di riflessione faccia a faccia col desktop) – che il nuovo Windows 7 sia il miglior sistema operativo mai partorito da Microsoft. O, più modestamente, che il nuovo Sette potrà fare ciò che non è riuscito a Vista: convincere utenti e aziende a lasciare il vecchio per il nuovo.

Per riuscirci, come vedremo, Microsoft ha operato un taglio netto col passato, rendendo il suo sistema operativo più essenziale e meno avido di risorse. A tutto vantaggio delle velocità e della fluidità del sistema, come si può notare dai primi test comparativi effettuati contro Vista e Mac.

Il tassello che mancava.
Un’autentica cura dimagrante, dunque, dettata anche dall’exploit dei netbook, mini pc che hanno bisogno di sistemi operativi leggeri ed essenziali (non a caso oggi montano Xp…), ma anche dell’evoluzione della strategia di Microsoft verso il mondo “cloud”: meno risorse fisse sul pc, più servizi web. L’idea - come abbiamo già più volte sottolineato – è di avvicinarsi a Google (una che è praticamente nata sulle “nuvole”) e al suo straordinario modello di business. Microsoft ci sta lavorando da tempo: ha costruito in questi anni migliaia di data center, ha creato un motore di ricerca evoluto, ha stretto un importante accordo con Yahoo e ha creato un “alter-ego” web del suo pacchetto applicativo di punta: Office.
L’uscita di Seven completa il quadro realizzando un ecosistema che – a ben guardare – è piuttosto diverso da quello cui Microsoft ci aveva finora abituato.

L’essenziale gira meglio.
In pratica, questi concetti si sono tradotti in un sistema operativo che punta al sodo. Capace cioé di modellarsi con facilità a buona parte dei dispositivi elettronici (non solo il pc dunque) per consentire agli utenti di entrare in un mondo di servizi Web. Non c’è spazio quindi per applicazioni supreflue (sistemi per gestire la posta, calendari, organizer di foto o programmi per creare filmati multimediali): chi vuole di più può scaricarsi gratuitamente un pacchetto di programmi aggiuntivi.
Ma non solo. Il tanto criticato sistema di Controllo Account Utente (Uac), introdotto su Vista, è stato reso meno invasivo (ora compare solo all’installazione di nuovo hardware o software), decretando per molti utenti la fine di un vero e proprio incubo. Migliorata anche la compatibilità con i software di vecchia generazione, altra nota dolente di Vista; e laddove non arriva Windows 7 ci pensa una versione “virtuale” di Xp (già incorporata nella versione Professional del sistema operativo), pronta a risolvere tutte le grane relative ai programmi non riconosciuti.

Una barra per ridurre i clic.
Ma la summa del lavoro svolto da Microsoft in termini di razionalità sta probabilmente nella cosiddetta taskbar, una barra delle applicazioni che ricorda molto da vicino la Dock del Mac, e grazie alla quale possiamo ora gestire, ridimensionare e ritrovare con più facilità le finestre e i programmi sul desktop. Il tutto è condito da un ricco carnet di anteprime attive e Jump List pronte a suggerirci, programma per programma, tutti i file, i documenti e i siti aperti di recente, così da permetterci di riprendere il lavoro da dove lo avevano lasciato. Senza troppi passaggi. Il risultato, anche sul piano grafico, sembra convincente. Anche perché, sebbene gli effetti speciali siano stati ridotti all’osso, la nuova interfaccia di Windows 7 si presenta con un look più moderno e accattivante e con alcune funzionalità per la gestione delle finestre piuttosto stuzzicanti. La distanza dai Mac – per molti il punto di riferimento quando si parla di “bello” tecnologico – non è più così grande.

Con uno sguardo al futuro Windows 7 sarà il sistema operativo del nuovo decennio, ed è per questo che Microsoft non ha trascurato tutta una serie di risorse per le applicazioni di nuova generazione.
Come quelle dedicate ai display touch-screen, per i quali Sette può già vantare una ricca dote di risorse native, molte delle quali ereditate dal progetto Surface.
O quelle per la creazione di reti domestiche, che grazie alle nuove funzionalità per la condivisione dovrebbero avere ora la spinta decisiva per una diffusione di massa.
In un mondo che va verso la continua proliferazione dei dati, inoltre, Windows 7 promette di renderci la vita più facile nelle ricerche, sia per quelle svolte all’interno del pc, sia per quelle online. E senza bisogno di aprire il browser.

Ma l’aggiornamento non è indolore Se, come si è detto in apertura, l’obiettivo di Seven vuole essere innanzitutto il “distacco” da Xp, la politica commerciale adottata da Microsoft presta il fianco a qualche critica. A conti fatti, l’aggiornamento da Xp non è indolore, sia in termini di costi (da 129 a 319 euro) che in termini di tempi. Ed è questo forse l’aspetto su cui al momento si stanno concentrando le critiche. Gli utenti italiani, poi, avrebbero un motivo in più per lamentarsi: la mancanza di un’offerta “formato famiglia” per l’acquisto di più licenze a prezzo scontato (presente invece negli altri Paesi).
Bisogna infine ricordare che il lavoro “a sfoltire” effettuato da Microsoft su Windows 7 non ha lasciato troppo spazio agli esperimenti in materia di sicurezza; un aspetto che non può essere trascurato quando si parla del sistema operativo più diffuso al mondo, e dunque più esposto a virus e attacchi informatici.

Meglio allora attendere per esprimere un giudizio definitivo. Solo il tempo, infatti, potrà darci un quadro del valore reale di Windows 7

Infine, via ICT.TV un video che mostra le nuove funzionalità di Windows 7

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